Cosa pensiamo delle prese volanti? 3 Luglio 2020 – Categoria: Ostacoli – Tags: ,

Gli ostacoli a sospensione con “prese volanti” noi li abbiamo visti per la prima volta in occasione dei mondiali OCR nel Regno Unito, dove uno degli ostacoli proponeva come presa due uncini metallici da impugnare ed utilizzare per aggrapparsi. In Italia, questa novità in fatto di ostacoli ninja è arrivata lo scorso anno quando alcune gara li hanno riproposti calamitando l’attenzione di molti appassionati di Obstacle Race incuriositi e desiderosi di mettersi alla prova con queste novità.

L’articolo di oggi è dedicato alle “prese volanti” e al punto di vista di noi diavoli su questa tipologia di ostacoli. Premessa necessaria che vale per noi come legge universale: nei nostri articoli esponiamo pareri personali e non verità assolute. Nessuna critica nei confronti di nessuno, atleta od organizzatore di gare che sia, ma punti di riflessione che ci auguriamo possano dar vita a dialoghi costruttivi: un tuo commento ai nostri articoli sarebbe, infatti, molto apprezzato.

Cosa sono gli ostacoli in sospensione?
Partiamo dalle basi. Negli ostacoli in sospensione è richiesto di superare una serie di prese senza toccare terra; prese che possono essere fisse, come nel caso della Monkey Bar, oppure mobili come nel caso di anelli, corde, copertoni, palline, coni e cilindretti, … Sono sicuramente tra le prove da superare più complicate (vedremo in un altro articolo come in realtà la difficoltà degli ostacoli nelle OCR è davvero molto soggettivo), per due fattori principali: la lunghezza dell’ostacolo e la tipologia delle prese. Infatti, più un ostacolo è lungo maggiore dovrà essere la resistenza dell’atleta e più complicate sono le prese maggiore dovrà essere il grip sia come forza che come resistenza.

Cosa sono le prese volanti?
Le prese volanti sono l’evoluzione delle prese classiche (corde, anelli, barre, ciocchetti, …). All’inizio delle OCR c’erano le “semplici” Monkey Bar, poi sono comparse prese sempre più particolari: siamo passati dalle barre, agli anelli e copertoni, per arrivare alle corde, ai cilindri, ai coni e alle sfere fino ai pannelli. Oggi siamo di fronte ad una nuova evoluzione creativa con le prese “interattive”: l’atleta non subisce “passivamente” la presa ma la deve controllare ed utilizzare. Ti proponiamo alcuni esempi pratici.

Quelli che hai appena avuto modo di vedere sono solo alcune “prese volanti”. La fantasia degli organizzatori di Obstacle Course Race non ha limiti e sicuramente ne vedremo delle belle nei prossimi anni. Il fascino delle “prese volanti” prese volanti ha conquistato anche noi e non vediamo l’ora di provarle quanto prima e perché no, introdurle anche nella nostra OCR ARENA Friuli Venezia Giulia per far pratica. Ma abbiamo deciso di non introdurre le “prese volanti” nelle nostre Hell’s Race. Riteniamo, infatti, questa tipologia di presa di non facile gestione e controproducente per l’atleta impegnato in gara.

Perché riteniamo le prese volantini di difficile gestione?
Tutte le “prese volantini” che abbiamo visto fino ad oggi hanno il difetto di rimanere, in caso di errore dell’atleta, bloccate sul loro supporto. Prendiamo come esempio gli anelli da impugnare con la mano e infilare di piolo in piolo. Se l’atleta perde la presa, l’anello rimarrà inevitabilmente infilato in uno dei pioli dell’ostacolo. Questo in termini di “gestione gara” impone maggiori ed attenti volontari a presidio dell’ostacolo, pronti e rapidi ad eliminare l’anello dalla linea dei pioli. Quando, invece, l’atleta terminerà l’ostacolo si troverà in mano due anelli. Cosa fare di loro? Affidarli al volontario? Riportarli all’inizio dell’ostacolo per gli atleti che arriveranno dopo? Dubbi che in gara non aiutano e volontari che devono fare la spola tra la fine dell’ostacolo e l’inizio per riassortire di anelli gli atleti in procinto di affrontare l’ostacolo.

Questo aspetto sarebbe ancora gestibile, complicato ma gestibile. Mettiamoci però da parte dell’atleta. Immagina di essere in gara, sei nel gruppo di testa formato da una decina di persone. Arrivi all’ostacolo con le “prese volanti”; le quattro linee di ingresso sono già tutte occupate dagli altri atleti che ti hanno, seppur di poco, preceduto. Devi scegliere su quale linea attendere il tuo turno: un pò come al supermercato quando devi scegliere in quale cassa metterti in fila. Fai la tua scelta dettata da chissà quale destino e attendi il tuo turno con gli anelli in mano pronto a partire. Con gli occhi monitori gli altri atleti. I tuoi diretti “avversari” al podio affrontano l’ostacolo; l’atleta sulla tua linea ha un attimo di attesa e perde la presa dell’anello che rimane sulla struttura.

Devi scegliere cosa fare:
a. attendere che il volontario rimuova l’anello;
b. affrontare l’ostacolo, piolo dopo piolo, cercando di schivare quello occupato dall’anello del precedente atleta

In qualsiasi caso, anche se si tratta di pochissimi secondi, hai perso del tempo prezioso. Quante volte una posizione in classifica cambia per pochissimi secondi? In qualche modo la tua gara è stata condizionata se non addirittura sfalsata e non per tua distrazione o negligenza. Le Obstacle Course Race sono una disciplina nuova, con tantissimi aspetti ancora da rodare e uniformare. Noi vorremmo lavorare su questi aspetti senza creare ulteriori problematiche. Per i motivi appena elencati riteniamo le “prese volanti” non adatte alla nostra tipologia di gare. Diverso discorso se ci trovassimo ad organizzare una “ninja” o una K1 dove il flusso degli atleti in gara è attentamente intervallato. Per una “ninja” le “prese volantini” sarebbero spettacolari… e chi ha detto che non arrivi presto… 😉